Join

Prev

Random

Next

List

Mimmo Martorana - Il cielo, la terra

Home page > poesia > CINZIA LUIGIA CAVALLARO

prefazione

CINZIA LUIGIA CAVALLARO

la via del tempo ed Aletti maggio 2010


Prefazione

Il verso che dà il titolo alla raccolta La via del tempo è esattamente l’ultimo verso dell’ultima poesia. Io ritengo che non sia un caso, ma bensì la logica conclusione di questa passeggiata per la “Via del Tempo”. La raccolta stessa si snoda infatti come una passeggiata, nella quale si riconoscono luoghi precisi della terra d’origine dell’autore. Egli mantiene uno sguardo aperto sul mondo, nonostante le sue bruttezze e meschinità. In questa passeggiata della vita, si riconoscono anche momenti precisi di una giornata ideale: albe, tramonti, luce e buio, giorni caldi e assolati insieme a notti buie o con la luna. Al centro di questa raccolta, in ogni caso, vi è collocato l’uomo; e cioè il testimone del tempo, e non solo il tempo stesso. Semmai è il tempo in sé che diventa un alleato per riflettere sul senso della vita e della morte, sull’assurdità della guerra, avvalendosi delle tragedie greche che altro non sono che pure battaglie umane necessariamente moderne; infine l’amore e l’ultimo viaggio. Ma ecco che, il tempo medesimo, diventa avverso quando ci fa pensare a giovinezze ormai antiche e ci rammenta di un passato che rimane ma non ritorna, nell’età di mezzo tutto sembra più difficile senza giornate di sole. La raccolta è ben divisa in sequenze e si snoda come la rappresentazione teatrale di un dramma greco. Parte dal passato, con “Il ricordo” prendendo poi la via del mare e invitandoci a riflettere su “Il groviglio” di queste nostre vite complesse e affascinanti, crudeli e coraggiose, come se tutti noi fossimo una Medea che ci rappresenta in tutto o in parte. E questa donna mitica ci conduce a schierarci “Contro la guerra”. Nell’assistere a questo assurdo spettacolo, ecco che nell’ ultima parte — che non a caso porta il titolo di “Le voyage” — troviamo versi dell’autore che riflettono sulla vita. Sono poesie brevi e intense che si leggono come se si sfogliasse un album di foto in bianco e nero, dense dunque del contrasto tra luce e ombra. Ritratti di tramonti silenziosi, di onde marine, di sirene antiche e sempre nuove, dell’amico con la bottiglietta di gazzosa in mano, compagni di gioventù. Un tempo che non si può e non si deve dimenticare, come quello dei sentimenti e quello dell’infamia e assurdità della guerra. Un tempo di nudi corpi che ci rammentano la nostra condizione mortale quando, anche in quel momento, lì saremo distesi sul guanciale della terra. Un tempo che c’invita alla memoria: ricorda nessuno dimentica, l’acqua scorre. Davvero un panta rei che ci interpella a guardare la realtà con occhi nuovi e disincantati, di sale vivere, pieni di passione e sapore. Una raccolta quasi religiosamente ecumenica che, partendo dalle proprie origini, medita sul crogiolo di razze che sempre è stato e ancor più oggi è il mondo, invitandoci ai cenacoli della fratellanza e dell’amore; la notte buia dell’uomo e del suo mondo che anela alla luce. Sale e luce, ci ricorda che noi siamo il sale e la luce del mondo. E anche chiamati ad una ricerca di senso della nostra vita e ad una coscienza viva, ecco che i vizi capitali che vengono perfezionati dallo spirito del poeta, aggiungendoci con saggezza la paura e la vanità dell’uomo. Parole che richiamano alla necessità di una risposta sulle nostre azioni, quando si leggono versi quasi profetici come Solo davanti a te, potrò rispondere del mio comportamento, ma è nullo che io ne parli. Ma frammenti anche carnali, perché in questa via del tempo riconosciamo la necessità de la goduria, che diventa libidinosa, per la necessità di aprire il plesso, dato che è ineluttabile entrare e restare all’interno del cerchio dell’amore. Un bella raccolta il cui filo conduttore è il tempo in senso assoluto, che nella necessità del quotidiano rivendica l’infinito e la pienezza della vita; una vita strappata dall’abisso buio e profondo del nulla la cui scommessa è recuperare sapienza e avere il coraggio di continuare questa passeggiata con il cuore aperto sempre e ancora per un divenire inaspettato. Una vita concreta che usa il tempo per crescere e non per perdersi in un mondo virtuale, imitazione di gente reale. Parole forti e controcorrente, almeno a tratti. Tristi anche, ma sempre determinate verso la rivendicazione della preziosità della vita e la sacralità del tempo che ci è dato. Un tempo che può e deve, almeno per l’autore, diventare poesia Quando la parola è semplice, allora raggiunge il cuore.

E l’uomo…rinasce.

E anche i lettori.

Cinzia L. Cavallaro

Portfolio

974 Messaggi del forum


Monitorare l'attività del sito RSS 2.0 | Mappa del sito | Area riservata | SPIP | modello di layout