Join

Prev

Random

Next

List

Mimmo Martorana - Il cielo, la terra

Home page > poesia > ALGO FERRARI

RECENSIONE BREVE

ALGO FERRARI


Presentazione della Via del Tempo , raccolta di poesie di “Mimmo” Martorana

E’ per me un piacere poter spendere alcune parole sull’opera di Mimmo, per la precisione sulla sua seconda raccolta di poesie, dopo quella, da poco uscita, nel 2009: Il cielo e la terra. La Via del Tempo, come si evince già dal titolo, affronta l’eterna tematica del tempo che scorre, che tutto trasforma, incessantemente, ineluttabilmente. Per Mimmo, tuttavia, i ricordi ancora vividi della sua giovinezza si sovrappongono con forza ad un cambiamento altrimenti privo di un senso del divenire, di una direzione esistenziale da seguire.

Con questa raccolta, Mimmo ci riporta alla sua terra di origine: la Sicilia, partendo da Randazzo, dove il mondo, per qualcuno, inizia e finisce, offrendoci semplici quanto efficaci istantanee che ci restituiscono le immagini, i colori, gli odori e i sapori che sembrano essersi fissati in modo indelebile nella memoria dell’autore. Ricordi, dunque, che hanno costituito l’humus vitale da dove far fiorire la creatività, e nello stesso tempo, che hanno rappresentato l’ancora di salvezza di fronte alla meraviglia e per certi tratti anche l’angoscia di scoprire un mondo diverso, prima sconosciuto. Il tornare alle origini di Mimmo tuttavia quasi come un riscoprire, come sul lettino di uno psicoanalista, il senso della vita che scorre in un meandro di relazioni, di passioni, e di storie personali che si intrecciano e che si perdono, lasciando il segno sull’animo umano.

La poesia di Mimmo passa da momenti di autentico lirismo a momenti di cruda carnalità, per poi, improvvisamente, e sorprendentemente, aprirsi ai grandi temi che investono l’umanità nella nostra epoca: la guerra, il dramma della Palestina, i migranti, la convivenza tra culture diverse e l’ambiente.

Prosecuzione presentazione da un punto di vista sociologico

Analizzare l’opera di un poeta, di un artista, da un punto di vista sociologico compito assai arduo. Fra tutte le specializzazioni della sociologia, la sociologia dell’arte rimane uno dei rami meno consolidati e sistematici nel panorama della sociologia contemporanea. Si puo affermare che lo stato di indeterminazione della sociologia dell’arte riflette la reale indeterminazione del suo oggetto: l’opera d’arte; nel nostro caso la poesia. Con la molteplicit delle interpretazioni che di essa sono state fornite sin dai tempi dei greci. I campi d’indagine della sociologia in ambito artistico prendono in esame aspetti quali le interpretazioni correnti dell’arte stessa, i modi di fruizione da parte del pubblico, la posizione sociale dell’artista, il rapporto tra forma e contenuto e altre variabili macro-sociologiche sulle quali non mi voglio qui soffermare. In questa sede esprimerei solamente alcune, brevissime, considerazioni. Anzitutto: occorre ammettere che attraverso un’opera d’arte, come anche una raccolta poetica, si apre un conflitto d’opinione (LEVIN L. SCHUCKING - 1961). Ciascuno, in base alle proprie preferenze, giudica e valuta l’opera d’arte. A partire da questa semplice e quasi ovvia constatazione si puo’ capire come un’opera d’arte, o un’artista, possano divenire più o meno popolari. Purtroppo, nel caso della poesia, sappiamo quanto il concetto di popolarità, a parte alcuni rari casi, sia comunque limitato ad una platea di amanti molto limitata. Frequentemente, si sente dire che un autore ha successo perché rappresenta “lo spirito di un’epoca”, una concezione questa, molto diffusa nel passato, nella classicità. Oggi, invece, la sociologia moderna, ritiene questa prospettiva eccessivamente semplicistica, perché, a parte la difficoltà di definire la categoria dello spirito, � evidente che ogni epoca non esprime solamente uno spirito, ma diverse espressioni dello spirito, quali diverse forme di comunicazione, linguaggi e modi di sentire, a volte, anche in conflitto tra loro. In una società, in qualsivoglia epoca storica, si potranno distinguere gruppi diversi, con ideali di vita diversamente orientati. Allora, il poeta, l’artista o la corrente artistica dipenderanno anche dall’appartenenza a diverse realtà sociali, culturali od esistenziali. Nell’opera di Mimmo credo si possa facilmente intuire l’influenza del suo ambiente di provenienza e delle sue scelte di vita. Dalla Sicilia, con una laurea in scienze politiche e un animo da poeta finisce per fare il sindacalista in Emilia. Non approda ad un mestiere vero e proprio, quindi, ma piuttosto a un’attività che si rivolge agli altri, al servizio degli altri, dove l’uomo e il senso di umanità sono centrali. La sua poetica si alimenta dalla vita, dalle passioni e dai sentimenti di chi, consapevole delle crudeltà e della caducità del vivere, non si dimentica da dove proviene e cerca in ogni caso il piacere e la goduria che comunque la vita, a chi li vuole cogliere, puo’ offrire. L’humus sociologico di Mimmo è rappresentato dalla quotidianità della vita. Nella sua opera, non c’è nulla che rimandi al sentire di uno spirito superiore o a una condizione di privilegio che spesso contraddistingue il poeta classico ed aristocratico. Nell’antichità era diffusa l’idea che il poeta fosse un vate, un profeta, il depositario dell’ispirazione divina. Nulla di tutto ci si puo’ rintracciare nell’opera di Mimmo.

Un altro aspetto sociologico che voglio richiamare concerne il processo di creazione, attraverso l’opera degli artisti, di comunità estetiche . Attraverso l’acquisizione di simpatizzanti, di fans, diremmo oggi, l’opera artistica agisce ed influenza il gusto estetico e artistico della gente. Il fenomeno richiederebbe una trattazione molto più approfondita, ma in questo ambito mi basta richiamare l’importanza del nostro ruolo di amici e di sostenitori di Mimmo. Con lui, noi contribuiamo a creare una piccola comunità estetica che si allarga continuamente e che poco a poco potrà comprendere altre espressioni artistiche e della comunicazione, facendo sempre nuovi proseliti.

La creazione artistica non è il risultato di un operazione del raziocinio, bensi’ la cristallizzazione di un’esperienza della sensibilità. Questa cristallizzazione é quasi sempre condizionata da circostanza esterne. I poeti e gli artisti in generale sono esseri sensibili e vivono, come gli dei, scusate la metafora, dell’incenso. Niente incenso, niente dei. Il plauso e il consenso di ali alle loro capacità; se invece sono ignorati o sottovalutati, essi spesso non possono più volare in alto.

Ecco perché Mimmo, come tutti gli artisti, per acquisire e mantenere la fiducia in sé, nelle proprie capacità, ha bisogno di avere un comunità attorno a sé, come quella che noi qui, riuniti oggi, rappresentiamo, ma, nello stesso tempo, la comunità estetica potrà nascere e vivere e noi farne parte, solamente nella misura in cui sapremo “incensare” il poeta, assegnandogli semplicemente la nostra fiducia e il nostro plauso.

Algo Ferrari 4

4967 Messaggi del forum